L'evento! 25 Settembre 2004

La Woodstock  di Catanzaro

In 400.000 per una Festa mai vista prima in Italia: «E' stato come buttarsi con l'elastico»

Un evento senza precedenti: Il mega concerto di Vasco che ha richiamato 450 mila persone a Germaneto di Catanzaro resterà nella storia della musica italiana. Più volte, nei giorni precedenti, si era parlato di una possibile Woodstock italiana, ma alla fine i dati sull' affluenza vanno ben oltre le più rosee aspettative degli stessi organizzatori e rendono l'evento dell'altra sera molto simile a ciò che accadde nel '69 nello stato di New York. Vasco conferma di essere un fenomeno sociale oltre che un artista di primissimo piano nel panorama internazionale del rock. Non sono molti coloro che riescono a calamitare una tale attenzione: un milione di spettatori al tour «Buoni o cattivi» e 400 mila al mega concerto gratuito che ha concluso il giro negli stadi italiani per realizzare il quale è stata scelta un'area verde mai utilizzata prima per eventi del genere. Il popolo di Vasco si è messo in moto da tutte le regioni del Sud già dal giorno precedente, confermando così di non credere a quelle leggende metropolitane, smentite dallo stesso Vasco in più occasioni, a parole e con i fatti, di un disprezzo dell'artista verso il Mezzogiorno. Ma anche dalle altre regioni sono scesi in massa a bordo di centinaia di pullman, migliaia di auto e con tutti i treni disponibili, per non perdere l'«evento». A Catanzaro, città di circa 90 mila abitanti, sono scesi in 450 mila, un mare dalla Puglia nonostante il concerto «sold out» da 45mila spettatori di martedì scorso a Bari, quadruplicando così la popolazione, ma tutto è filato via liscio, senza alcun tipo di incidente. Allegria che prescinde tutto ciò che accade intorno. Fare chilometri a piedi, partire con giorni di anticipo, dormire in tenda o nei sacchi a pelo, beccarsi due ore di pioggia ininterrotta pur di esserci sono dettagli per il popolo di Vasco. Anche gli inevitabili disagi vissuti al momento del deflusso dall' area del concerto, con quattrocentomila persone che si muovono contemporaneamente paralizzando il traffico sulla provinciale a fianco della quale è stata allestita l' area dell'esibizione, diventano così un prolungamento della festa e non un fastidio. Le ore in attesa delle navette per raggiungere le stazioni ferroviarie o i parcheggi più lontani, camminare tutti insieme lungo una strada buia, rimanere bloccati in auto in attesa che la marea umana si dissolva per poter ripartire, sono state vissute dai fan del Blasco come un'ulteriore occasione di incontro, di conoscenza. Un'opportunità in più per continuare a vivere una serata straordinaria, senza precedenti. Una Voodstock italiana, o Vasctock, come l'ha ribattezzata lui, che ha segnato una pagina indelebile nella storia della musica. «Era tanto che volevo fare un concerto così - dice Vasco - volevo fare un regalo ai miei fan, restituire loro un po' di quello che hanno dato a me in tutti questi anni. E volevo farlo al h, spesso escluso dai grandi tour». Quattrocentomila persone, un pubblico enorme anche per chi è abituato ad avere migliaia di spettatori ad ogni esibizione. Ma Vasco non fa distinzioni sui numeri. «Non ci si abitua mai - spiega - è una sensazione che non si riesce a spiegare. E come buttarsi nel vuoto legato ad un elastico. Ti butti e speri che l'elastico della musica ti aiuti». Ma cosa lega Vasco ai suoi fan? «Sono la loro espressione - dice - non il loro guru. Sono l'espressione di quello che sono loro. Io faccio le mie canzoni ed ho la fortuna che arrivano al cuore della gente». «Cosa potrebbe dire un mio fan se non ci fossi stato? Non lo so - dice Vasco - probabilmente la stessa cosa che potrei dire io se non ci fossero stati De Gregori o Battisti».

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Lo Stendardo del Sito in una foto pubblicata sul sito ufficiale di Vasco www.vascorossi.net Foto di R. Villani per Chiaro Scuro S.r.l.

 
     
 

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Lo Stendardo del  Sito in una foto pubblicata sul sito ufficiale di Vasco www.vascorossi.net Foto di R. Villani per Chiaro Scuro S.r.l.

 

 

 

 

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Lo Stendardo in un articolo tratto dall'edizione di Domenica 26 Settembre 2004 de: Il Quotidiano della Calabria

 

 

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